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Testo

 

MARCOROSSI
artecontemporanea

 

Rune Guneriussen – Lights go out, Milano

Milano, 5 ottobre – 24 dicembre 2021

Rune Guneriussen

Lights go out

5 ottobre – 24 dicembre 2021

Milano

Corso Venezia 29, 20121 Milano, MI

Martedì-Sabato: 11:00-19:00

Per informazioni sulla mostra contattare:

+39 342 0780671 oppure +39 02 795483

email

La Marcorossi artecontemporanea è lieta di presentare nel mese di ottobre 2021, dopo 4 anni, nelle tre sedi di Milano, Verona e Torino, la mostra personale del fotografo norvegese Rune Guneriussen, intitolata Lights go out.

Inaugurazioni:

Giovedì 5 ottobre ore 18,30 Galleria MARCOROSSI artecontemporanea, Milano 

Venerdì 8 ottobre, per la Biennale dell’immagine di Chiasso, Galleria Doppia W, Lugano

Sabato 9 ottobre ore 18,30 Galleria MARCOROSSI artecontemporanea, Verona

Martedì 21 ottobre ore 18,30 Galleria MARCOROSSI artecontemporanea, Torino

Contemporaneamente, in occasione della la 12° edizione della Biennale internazionale dell’immagine di Chiasso, la Galleria Doppia W di Lugano, esporrà una selezione di opere dell’artista norvegese.*

Rune Guneriussen crea affascinanti installazioni temporanee nella natura norvegese che diventano il soggetto delle sue eteree immagini fotografiche. Le opere vengono realizzate in situ, in totale solitudine e riflessione, nel quadro di paesaggi insoliti e selvaggi. Immersi nella natura incontaminata, lampade, libri, sedie e telefoni, e nell’ultimo suo ciclo di lavori, sculture luminose da lui create, perdono la loro connotazione di manufatto e si animano fino a confondersi con gli elementi immutabili del paesaggio. Allo stesso modo, anche l’ambiente circostante si trasfigura da naturale a fiabesco.

Il contesto naturale, infatti, svolge un ruolo duplice: si configura al tempo stesso come protagonista e cornice delle installazioni. Nel silenzio rarefatto della natura norvegese, Guneriussen dispone lampade, libri, telefoni, seggiole, che metaforicamente risuonano come amplificate da un’eco, come spiega l’artista. Il processo si conclude con lo scatto fotografico dell’installazione, che viene realizzato in analogico, senza ritocco digitale in fase di post produzione. L’effetto finale è un affascinante connubio tra natura e oggetti, dove questi ultimi dominano la scena, diventano immutabili come gli elementi della natura circostante, trasformano il paesaggio ma nello stesso tempo lo rispettano.

Dice del lavoro di Guneriussen nel catalogo Resound wit an echo, Walter Guadagnini, uno dei più importanti critici esperti di fotografia e Direttore di Camera, Centro per la fotografia di Torino,: “(..)In effetti, la prima impressione che suscitano le fotografie dell’artista norvegese è quella di trovarsi di fronte a una composizione che coniuga il concetto di déplacement caro alle avanguardie storiche, con la spettacolarità della fotografia contemporanea, un’impressione rafforzata anche dalle grandi dimensioni di queste opere. Ciò che viene percepito solo in un secondo momento, superata la soglia dello stupore per l’immagine inattesa, è che la scena è realmente esistita per alcune ore, non è stata creata dalla fotografia, e non è nemmeno stata fotografata per testimoniarne l’esistenza, ma è stata creata per esser fotografata. Guneriussen, in questo modo, costringe a interrogarsi anzitutto sulla natura di ciò che si sta vedendo e, di conseguenza, sul linguaggio che la può descrivere. (..)

 

Rune Guneriussen è nato a Kongsberg in Norvegia nel 1977, ha studiato  in Inghilterra presso il Surrey Institute for Art and Design per tornare poi  a vivere e lavorare in Norvegia. Artista dal curriculum internazionale, negli ultimi due anni ha esposto mostre personali in Germania al Museum die Westküste, di Föhr, in Italia nelle gallerie Marcorossi artecontemporanea di Milano e Verona, negli USA alla Gallerie Waltman Ortega Fine Art di  Miami, in Francia alla Galerie MelanieRio, a Nantes e alla Galerie Olivier Waltman, di Parigi,  e nei Paesi Bassi alla Rutger Brandt Gallery, di Amsterdam.

 

* Il tema della dodicesima Biennale dell’immagine di Chiasso è FAKE / visual distortion e sarà affrontato da fotografi, artisti e istituzioni illustri come Joan Fontcuberta, Nicolas Polli e il Centro CFP Bauer di Milano. Il delicato rapporto tra realtà e immagine è argomento ben noto al mondo dei media e a tutti coloro che creano o producono immagini. Gli strumenti di manipolazione visiva hanno raggiunto un’efficacia tale da mettere in discussione il nostro rapporto con le immagini e con la realtà: cosa è vero? Qual è oggi la dimensione di verità di una fotografia? Sono solo alcune delle domande che la Biennale dell’immagine pone ai visitatori e agli artisti che animeranno questa dodicesima edizione.

Per maggiori informazioni sulla mostra