“More than kids”: Valerio Berruti trasforma Palazzo Reale in un viaggio emotivo

30 Luglio 2025 – Tempo di lettura: 5 min
"More than kids”: Valerio Berruti trasforma Palazzo Reale in un viaggio emotivo
A Palazzo Reale a Milano dal 22 luglio al 2 novembre 2025
Cosa resta dell’infanzia dentro ognuno di noi? Con la sua nuova, imponente mostra More than kids, Valerio Berruti ci accompagna in un viaggio sospeso tra memoria e futuro, sogno e consapevolezza. A Palazzo Reale, dal 22 luglio al 2 novembre 2025, prende vita un percorso immersivo in cui il visitatore è chiamato non solo a guardare, ma a sentire, attraversare, partecipare. Le opere di Berruti – disegni, affreschi, sculture monumentali, video-animazioni, installazioni – non si limitano a raccontare l’infanzia: la usano come chiave per parlare a tutti, per aprire spazi di riflessione su temi profondi come l’identità, il cambiamento, la fragilità del nostro tempo. Figure essenziali, spesso silenziose, ci osservano e ci chiedono silenziosamente: ci riconosciamo in loro?
L’inizio è uno sguardo che richiede attenzione
La mostra si apre con una presenza potente nel cortile centrale di Palazzo Reale: Don’t let me be wrong, una grande scultura in alluminio raffigurante il busto di una bambina che guarda lontano. Un’opera abitabile, al cui interno prende vita un cortometraggio d’animazione realizzato con oltre ottocento disegni. La colonna sonora originale è firmata da Daddy G degli iconici Massive Attack. All’interno, il pubblico è immerso in una narrazione visiva e sonora che affronta il cambiamento climatico con delicatezza e profonda intensità emotiva. Un invito ad ascoltare, osservare, e soprattutto a non distogliere lo sguardo.
Opere che fanno riflettere
Al primo piano, dopo un video che introduce l’artista e il suo percorso, la mostra si apre con una sala teatralmente immersa nell’oscurità. Qui troviamo A Safe Place: una bambina gigante galleggia sull’acqua, sorretta da un salvagente. In una parte del mondo, questo oggetto ha un valore ludico; in un’altra, rappresenta l’unica possibilità di salvezza. Berruti ci invita a riflettere su quanto il caso e il luogo di nascita possano determinare le nostre esistenze: “dove nasci cambia tutto.” L’opera è accompagnata dalla colonna sonora originale di Lucio Disarò, che ne amplifica con delicatezza la profondità emotiva.
Con Nel Silenzio, l’artista ci mette di nuovo in guardia contro l’indifferenza verso il cambiamento climatico. Due bimbe, immobili, sembrano un ritrovamento pompeiano del futuro: un monito visivo e poetico a credere nella scienza, a differenza di chi rimase a Pompei. Una video animazione intensa, del demone Lilith inquieta nel sonno, accompagnata da una struggente colonna sonora del maestro Rodrigo D’Erasmo, suggerisce una domanda silenziosa: siamo ancora in tempo per cambiare le cose?
In Three (parts of) me incontriamo tre volti, tre sguardi, tre verità. L’opera raffigura tre versioni della stessa bambina, ciascuna con una diversa acconciatura. Ispirata a un’antica leggenda giapponese, riflette sulle identità che abitiamo: quella pubblica, quella privata e quella più nascosta, che spesso celiamo anche a noi stessi. L’installazione invita a girarle intorno, a cercare ciò che è visibile solo da prospettive diverse: un’esplorazione delle nostre maschere interiori.
Un esercito che non parla
L’opera forse più evocativa è Nel nome del padre: quarantadue bambine identiche fissano una figura che, invece, distoglie lo sguardo. Un’immagine che parla dei conflitti in corso, delle guerre vicine e lontane che spesso scegliamo di ignorare. La bambina in primo piano sembra guidare questo esercito silenzioso, ma non comanda: abbassa gli occhi. Il numero 42, riferimento alla Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams, ci ricorda che prima di cercare risposte dovremmo imparare a porre le domande giuste.
Nell’ultima sala, il gioco si fa poesia. La giostra di Nina, scultura monumentale ispirata alle antiche giostre, è in movimento: il pubblico può salirvi, lasciandosi trasportare dalle note di Ludovico Einaudi. Qui il gesto infantile si trasforma in esperienza immersiva, tra leggerezza e contemplazione. Le sculture di Berruti sono leggere e potenti al tempo stesso: come ali, come grandi uccelli in volo, o come figure bambine che ci osservano da un altrove che somiglia a qualcosa che abita già dentro di noi.
Le sue figure non sono mai finite
In ogni stanza, in ogni opera – e ne abbiamo volutamente tralasciate almeno quattro, importanti quanto quelle qui raccontate – affiorano emozioni e riflessioni: sulla dualità tra bene e male, sull’ombra che talvolta appare più reale della realtà, sul valore della memoria, sull’importanza dell’abbraccio. E poi ci sono le video animazioni, in cui i disegni prendono vita sulle musiche di Paolo Conte e Ryūichi Sakamoto. “Le sue figure non sono mai finite,” scrive il curatore Nicolas Ballario, “perché è il visitatore a decidere il destino e la provenienza dei suoi soggetti.” More than kids non è solo una mostra: è un’esperienza collettiva, un racconto corale, una dichiarazione d’amore per ciò che siamo stati e per ciò che, ancora, possiamo diventare.
Palazzo Reale, Milano
22 luglio – 2 novembre 2025
Mostra a cura di Nicolas Ballario
Con il patrocinio del Comune di Milano – Cultura
In collaborazione con Arthemisia, Piuma, Fondazione Ferrero
Special partner Lavazza Group | Media partner Sky Arte | Mobility partner Frecciarossa
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