Da La Stampa.it: Valerio Berruti trasforma in opera d’arte un maxi-muro di cemento armato a Monticello

03/04/2019

 

 

Cento formelle con i bambini realizzati dall’albese davanti al municipio grazie al finanziamento della Fondazione Crc

 

«Il camouflage non mi ha mai convinto troppo. Se una cosa è brutta, meglio buttarla giù: è un gesto rivoluzionario, che rompe gli schemi. Ma le occasioni per farlo sono poche, per tanti motivi. Allora, più che mascherare, per me è meglio valorizzare ciò che c’è con la magia dell’arte, che è anche artificio, finzione».

 

 

 

Così Valerio Berruti racconta la genesi della sua ultima opera, realizzata su quello che era un brutto muraglione in cemento armato, proprio di fronte al municipio di Monticello.

 

 

 

«LA CURA DEL BENE PUBBLICO»

L’occasione è arrivata grazie a un finanziamento di oltre 50 mila euro del «Bando Distruzione» della Fondazione Crc, che intende ripristinare la bellezza di un contesto paesaggistico e ambientale e coinvolgere le comunità nella presa in carico del luogo, attraverso processi di partecipazione. «Più che alla distruzione - racconta l’artista albese ormai noto da tempo nei circuiti internazionali - nel progetto ho pensato a qualcosa che potesse essere “d’istruzione”. Così, ho realizzato un’opera che ha a che fare con la land art, ma anche con la cura del bene pubblico».

Si tratta di cento formelle in cemento armato affrescate e in parte smaltate di bianco: una sorta di puzzle con corpi, teste e gambe che generano infiniti bambini, tutti diversi e tutti uguali.

«Avrei potuto ricoprire l’intero muro, ma ho preferito farlo solo per metà: il resto lo farà l’edera, fino a lambire o ricoprire la mia opera. Se nei prossimi anni i cittadini di Monticello avranno cura di potare l’edera, le formelle resteranno visibili a tutti. Altrimenti, saranno soffocate da rami e foglie. Ma quella distesa di verde sarà comunque sempre meglio di un grezzo muro in cemento armato».

 

«CAMBIO DI MENTALITÀ»

Il messaggio è chiaro: «L’opera si chiama “Frammenti”, ma in un primo momento avevo pensato di intitolarla “La cura” proprio per sottolineare l’esigenza di essere responsabili di ciò che abbiamo. Da noi ciò che è pubblico viene bistrattato: abbiamo case perfettamente pulite, ma gettiamo per terra i mozziconi delle sigarette. Esattamente l’opposto di ciò che avviene a Londra o in molti altri Paesi. Credo sia arrivata l’ora di cambiare mentalità e, nel mio piccolo, ho voluto lanciare un segnale».

 

INAUGURAZIONE IL 5 APRILE

Valerio Berruti ha terminato di realizzare l’opera a ottobre, ma l’inaugurazione avverrà il 5 aprile: «L’edera ha bisogno di tempo per crescere e insinuarsi tra le formelle. Tra un mese l’effetto che abbiamo immaginato sarà sufficientemente d’impatto per essere presentato, ma sarà solo in estate che si potrà apprezzare il progetto totalmente compiuto». Magari anche di notte, grazie a una suggestiva illuminazione a led.

 

ROBERTO FIORI

MONTICELLO

 

 

 

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