MEDHAT SHAFIK PROTAGONISTA DELLA PRIMA ESPOSIZIONE D'ARTE NEGLI SPAZI DEL POLITECNICO DI MILANO - SCUOLA DEL DESIGN, AL CAMPUS BOVISA, EDIFICIO B2

05/27/2017

 

MEDHAT SHAFIK

PALMIRA. CONFILITTI E TEMPO SOSPESO
 

A CURA DI PIETRO C. MARANI
31 MAGGIO - 26 GIUGNO 2017

OPENING, MERCOLEDì 31 MAGGIO 2017, ORE 16:30
POLITECNICO DI MILANO, SCUOLA DEL DESIGN
CAMPUS BOVISA, EDIFICIO B2
VIA CANDIANI 72, MILANO

 

 

 

 

Medhat Shafik è il protagonista della prima esposizione d’arte negli spazi del piano terreno dell’edificio B2 del Campus Bovisa, con l’installazione site specific intitolata "Palmira. Conflitti e tempo sospeso", a cura di Pietro C. Marani.

 


Mentre continua a Milano e a Verona, fino al 24 giugno, la mostra personale Palmira dell'artista egiziano Medhat Shafik, la galleria Marcorossi artecontempornea è particolarmente lieta di annunciare l'inaugurazione della grande installazione Palmira. Confilitti e tempo sospeso, ospitata presso il Politecnico di Milano - Campus Bovisa, Edificio B2, a cura di Pietro C. Marani.
Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare gli spazi comuni dell’Ateneo, mettendo in primo piano artisti contemporanei le cui opere costituiscono un motivo di riflessione per gli studenti e il pubblico. Un'iniziativa che nasce in rete con partner istituzionali e privati del mondo dell'arte e della cultura.

Il progetto, in questa occasione, nasce in collaborazione con la galleria Marcorossi artecontemporanea - che presenta nelle sue sedi di Milano e Verona (fino al 24 giugno) e Pietrasanta (8-30 luglio) le opere del ciclo Palmira - e con la Galleria d'Arte Moderna di Verona che dal 6 giugno al 30 settembre propone, a Palazzo della Ragione, la seconda edizione di prima pAReTe, con un’installazione dell’artista egiziano dal titolo Palmira.

Ciascuna tappa di questo grandioso omaggio a Palmira, spettacolare città siriana posta a metà strada tra il Mediterraneo e l’Eufrate, luogo di incontro tra Occidente e Oriente, e tristemente segnata dalle distruzioni del suo sito archeologico, nasce dalla volontà dell'artista di attuare, in una dimensione artistica avulsa dal naturale scorrere del tempo e dalle controversie religiose e politiche, una ricostruzione poetica dell’antico splendore di Palmira.

Ricerco il recupero simbolico dei luoghi archeologici, che sono la memoria dell’uomo, l’essenza della civiltà. Vorrei ricostruire metaforicamente Palmira, che può essere ovunque, proprio perché per me simboleggia il recupero della civiltà. Il senso della mostra e dell’installazione che ho creato per il Politecnico è che noi non dobbiamo subire l’abisso, la barbarie e la distruzione portate dai conflitti, ma emanare luce. Nelle mie opere, attraverso il recupero della luce, soffusa e magica, di questi luoghi che palpitano di dolce malinconia ma anche di gioia, cerco il senso delle cose, l’essenza dell’esistenza.

 

- Medhat Shafik




Per informazioni: tel. +39 02 795483 oppure
alan.santarelli@marcorossiartecontemporanea.com

 

 

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