PAOLO VENTURA, SULLA MALINCONIA, ALLO SPAZIO MARRAS DI MILANO

01/12/2015

MOSTRA A CURA DI FRANCESCA ALFANO MIGLIETTI

DAL 10 GENNAIO AL 20 FEBBRAIO

INAUGURAZIONE 19 GENNAIO ORE 19,30

Boîtes, wunderkammer, appunti, fotografie, libri ed anche carnets de voyage e cartoline, in un insieme disincantato,

ma disposto a farci re-in-cantare....

Scrive la curatrice: "Paolo Ventura è un artista poetico e suggestivo, è un fotografo che usa una tecnica particolare per creare le

proprie immagini: fotografa piccoli set ricostruiti in studio, Specie di spazi, direbbe Perec, o forse, semplicemente

scatole come mondi. Affascinanti e fuori dal tempo i suoi personaggi evocano storie e segreti, con uno

sguardo concentrato su un punto lontano, eleganti nei gesti e sospesi nella memoria, un modo di fare poesia

con frammenti sparsi immagini, le sue sembrano opere realizzate intorno ad un flâneur, in una sorta di metafisica

di luoghi improbabili, che aspettano ancora di essere scoperti. I suoi personaggi sembrano smarriti come

vagabondi o come reduci e come girovaghi, o come certi personaggi di Melville. Flash improvvisi su momenti

esseri e luoghi scelti per il loro anonimato e fotografati nell’ attimo che si consuma, l’ inquadratura è fuori

centro e i dettagli rivelano altre sospensioni e altre pause. I personaggi e le ‘storie’ di Paolo Ventura sembrano

nascere dall’insonnia, da un’insonnia visionaria e feconda, personaggi che creano combinazioni inattese per

esperire il vuoto e l’assenza, l’erranza e lo svuotamento del reale. Le opere di Paolo Ventura sembrano voler

disorientare lo spettatore, sembrano giungere da un altro luogo e da un altro tempo, un tempo immaginifico

e suggestivo, ricolmo di rimandi, interrelazioni, labirintico ed poetico. Una passione per i meccanismi e

gli ingranaggi, quella di Paolo Ventura, opere come strumenti di visionarietà, un itinerario tra mondi che a

prima vista sembrano del tutto incompatibili ma in cui si è invitati a un assemblaggio di materiali che hanno

la liricità dei sogni, e l’invito ad andare oltre le apparenze ed i luoghi comuni. Immagini come luoghi dove si

custodiscono i segreti, dove le cose improbabili si incontrano, protagonisti di personali solitudini e strade e

città dove il mistero o l’imprevisto si manifesta improvviso ed inaspettato. E’ questo l’universo poetico e visionario

di Paolo Ventura, nelle cui opere, normalmente, il cielo è visibile e dove, spesso, i personaggi salgono

sul tetto, in un passaggio delicato e malinconico dove l’ ovvio, il banale o l’ elementare sa spalancarsi sorprendentemente

verso territori misteriosi, in un varco suggestivo e imprevedibile, in cui la meraviglia sembra

poter trasformare il mondo, le ombre, gli oggetti. Ogni immagine sembra inseguire la poesia, nel frammento,

in qualcosa d’altro, nel destino....

Ed ecco, proprio nel destino la malinconia dei personaggi di Paolo Ventura, silenziosi, chiusi in sé, fantasiosi

e romantici, con una spiccata tendenza a ritirarsi nel proprio mondo. Personaggi che sembrano essere nati direttamente

dallo spleen in un teatro fatto di intonaci e di passaggi e di lagune e di persone e di valigie… un’umanità

scarna, che continuamente cerca di ricomporsi. Nelle opere di Paolo Ventura tutto sembra reggersi su

un assurdo, con un meccanismo “a togliere”, mera coazione a ripetere di un dandy- disadattato: la possibilità

di un indizio in cui le stanze sembrano sogni e dove i personaggi sembrano conoscere l’uscita dal labirinto".

Francesca Alfano Miglietti

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