Valerio Berruti a Torino, nella mostra Relienze 2.0, curata da Luciana Litizzetto e Caterina Fossati, a Palazzo Saluzzo

06/24/2014

Dal 4 luglio 2014 al 19 settembre 2014, a Torino, a Palazzo Saluzzo Paesana, sarà esposta la rassegna RESILIENZE 2.0
a cura di Luciana Littizzetto e Caterina Fossati.
Gli artisti invitati sono:
Cornelia BADELITA, Valerio BERRUTI, David BOWES, Alessandro GIOIELLO, Mizokami KASUMASA, Sarah LEDDA, Nicus LUCÀ, The Bounty KILLART, Nadir VALENTE, Zhang ZHE

La mostra, patrocinata dalla Città di Torino, esporrà negli spazi aulici del Palazzo le opere di 10 artisti italiani e internazionali invitati dalle curatrici a declinare il concetto di resilienza che oggi è usato in tantissimi campi. “Resilienza”, in psicologia definisce la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità.

Resilienza in ingegneria significa la capacità di un materiale di resistere agli urti senza spezzarsi. In informatica vuol dire resistere all’usura. In ecologia indica la capacità dell’ecosistema di mantenere un equilibrio quando arriva un agente esterno e invenzione di strategie per ricostruirlo.

Da quello che si legge, si vede, si ascolta in giro, c’è un generale senso di non futuro. Anzi. Non si tratta neanche più di senso ma di profonda convinzione che nulla possa veramente cambiare. Che il passato è stato, il presente non soddisfa e il futuro latita. Questo si respira anche nel mondo dell’arte dove pochi sono i segnali di modernità e di ricerca e molti quelli di stasi. Le opere “Stanno” come in un lunghissimo fermo immagine. Quasi che non ci fosse più voglia e soprattutto tempo per inventare, cambiare, rinnovare, essere di nuovo.

La nostra intenzione è proprio questa. Stimolare i giovani artisti a ripartire. A trovare il senso. A indagare la possibilità, a declinare di nuovo una qualche forma di futuro.

Il domani c’è. C’è per forza. Tocca solo esercitare di nuovo gli occhi a vederlo. Non sono le energie che mancano manca il coraggio. Il fiato per andare. Per ritrovare un senso. Ciascuno il proprio. Non è detto che tutti debbano andare nella stessa direzione ed è proprio questo il bello. Dare di nuovo forma ai pensieri buoni. E poi non avere paura di sbagliare. Come canta Daniele Silvestri: “Perché con quello che succede in una storia come questa, non è che ti puoi chiedere se sia la strada giusta ad ogni angolo, ogni semaforo che c’è”. I problemi non si risolvono: si superano. Questo è il segreto. Provare a scavalcare il presente e ridare un senso al futuro. 

Abbiamo allora chiesto agli artisti di aiutarci a vedere di nuovo lontano, eliminando le nostre fottute cataratte e di ricominciare a indagare il possibile e i segnali di rinascita.” (Luciana Litizzetto e Caterina Fossati)

 

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