M
Testo

 

MARCOROSSI
artecontemporanea

 

Rune Guneriussen – Lights go out, Verona

Verona, 9 ottobre – 24 dicembre 2021

Rune Guneriussen

Lights go out

9 ottobre – 24 dicembre 2021

Verona

Via Giuseppe Garibaldi, 18, 37121 Verona, VR

Martedì-Sabato: 10:00-12:30 / 15:00-19:00

Domenica su appuntamento

Per informazioni sulla mostra contattare:

+39 045 597753

email

La Marcorossi artecontemporanea è lieta di presentare nel mese di ottobre 2021, dopo 4 anni, nelle tre sedi di Milano, Verona e Torino, la mostra personale del fotografo norvegese Rune Guneriussen, intitolata Lights go out.

Inaugurazioni:

Martedì 5 ottobre dalle ore 11.00 alle ore 20.00, Galleria MARCOROSSI artecontemporanea, Milano

Venerdì 8 ottobre, per la Biennale dell’immagine di Chiasso, Galleria Doppia W, Lugano

Sabato 9 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 19.30, Galleria MARCOROSSI artecontemporanea, Verona

Giovedì 21 ottobre dalle ore 11.00 alle ore 19.30, Galleria MARCOROSSI artecontemporanea, Torino

 

Contemporaneamente, in occasione della la 12° edizione della Biennale internazionale dell’immagine di Chiasso, la Galleria Doppia W di Lugano, esporrà una selezione di opere dell’artista norvegese.*

Rune Guneriussen crea affascinanti installazioni temporanee nella natura norvegese che diventano il soggetto delle sue eteree immagini fotografiche. Le opere vengono realizzate in situ, in totale solitudine e riflessione, nel quadro di paesaggi insoliti e selvaggi. Immersi nella natura incontaminata, lampade, libri, sedie e telefoni, e nell’ultimo suo ciclo di lavori, sculture luminose da lui create, perdono la loro connotazione di manufatto e si animano fino a confondersi con gli elementi immutabili del paesaggio. Allo stesso modo, anche l’ambiente circostante si trasfigura da naturale a fiabesco.

Il contesto naturale, infatti, svolge un ruolo duplice: si configura al tempo stesso come protagonista e cornice delle installazioni. Nel silenzio rarefatto della natura norvegese, Guneriussen dispone lampade, libri, telefoni, seggiole, che metaforicamente risuonano come amplificati da un’eco, come spiega l’artista. Il processo si conclude con lo scatto fotografico dell’installazione, che viene realizzato in analogico, senza ritocco digitale in fase di post produzione. L’effetto finale è un affascinante connubio tra natura e oggetti, dove questi ultimi dominano la scena, diventano immutabili come gli elementi della natura circostante, trasformano il paesaggio ma nello stesso tempo lo rispettano.

Dice del lavoro di Guneriussen nel catalogo Resound with an echo, Walter Guadagnini, uno dei più importanti critici esperti di fotografia e Direttore di Camera, Centro per la fotografia di Torino,: “(..)In effetti, la prima impressione che suscitano le fotografie dell’artista norvegese è quella di trovarsi di fronte a una composizione che coniuga il concetto di déplacement caro alle avanguardie storiche, con la spettacolarità della fotografia contemporanea, un’impressione rafforzata anche dalle grandi dimensioni di queste opere. Ciò che viene percepito solo in un secondo momento, superata la soglia dello stupore per l’immagine inattesa, è che la scena è realmente esistita per alcune ore, non è stata creata dalla fotografia, e non è nemmeno stata fotografata per testimoniarne l’esistenza, ma è stata creata per esser fotografata. Guneriussen, in questo modo, costringe a interrogarsi anzitutto sulla natura di ciò che si sta vedendo e, di conseguenza, sul linguaggio che la può descrivere. (..).

Per maggiori informazioni sulla mostra