RICCARDO DE MARCHI
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Riccardo De Marchi è nato a Mereto di Tomba nel 1964. Vive e lavora a Flaibano, Udine. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia fino alla metà degli anni ‘80.

La sua opera è presto notata dalla critica e dal pubblico internazionale e già nel 1993 è invitato a partecipare alla XLV Biennale Internazionale di Venezia, nella mostra Deterritoriale, alla Fondazione Bevilacqua. Seguono mostre importanti in Italia e all’estero: Scultura / Architettura / Città, IX Biennale Internazionale di Scultura a Carrara nel 1998; la mostra personale al Kunstlerhaus Palais Thurnund Taxis a Bregenz, Austria nel 1998; l’acquisizione di una grande scultura da parte della città giapponese di Fukuroi Shizuoka in occasione della Coppa del mondo 2002; l’invito alla mostra Arte Contemporanea Italiana della Unicredit Art Collection, al Mart di Rovereto, nel 2005. La Collezione Peggy Gugenheim di Venezia lo invita alle mostre Temi e variazioni, nel 2009 e nel 2011. Ha inoltre esposto in prestigiosi musei italiani, tra i quali: il Museo Fortuny a Venezia nel 2009 e nel 2011 e il MACRO - Museo d’Arte Contemporanea a Roma nel 2011. L’artista ha partecipato a numerose mostre in gallerie private in Italia, Germania, Francia, Ungheria, Stati Uniti, Canada, Uruguay.

Accostatosi inizialmente ad una pittura materica di derivazione informale, Riccardo De Marchi ha poi abbandonato la tecnica pittorica tradizionale affidando alle lamiere di ferro, dipinte e perforate, il compito di esprimere la complessità dello spazio. Tale ricerca, iniziata nel 1989, assomma a sé l’idea di base e di materia. Ombra e luce, superficie e spessore, forature concave e convesse disegnano una sorta di spazio minore che esiste all’interno dello spazio maggiore, ideale e privato dei naturali confini. I suoi monocromi tentano di creare una nuova grammatica della pittura. E’ un’idea maturata nel tempo, che scaturisce da un onnipresente desiderio di infinito. Non a caso c’è una preminenza particolare del bianco nei suoi lavori, di questo colore non colore che imprimendo una patina di purezza, nasconde la pesantezza del supporto, una lastra di metallo, istigando quasi il lettore ad un atto profanatorio. Il pigmento viene depositato omogeneamente sulla lastra richiamando così ad un effetto naturale simile all’omogeneo fiorire della ruggine sul metallo. Quel che si mostra è solo un richiamo apparente alla morbidezza e alla flessibilità del tessuto: i supporti metallici di De Marchi imitano la tela, ma la loro accurata perfezione rivela la sua reale inflessibilità.

Sulla lastra punti, buchi, pause, elementi crittografati di una grammatica ancora da inventare o, meglio, da decifrare. Allusioni, simboli, geometrie che richiedono di fermarsi (a toccare, a profanare) a considerare l’iperbolico equilibrio di bipolarismi che solo l’arcana potenza del silenzio può esprimere. Presenza-assenza, luce-ombra, segno-significato, si intersecano nella loro distante vicinanza e dilatano i punti, riempiono i buchi, inverano le pause. Scrittura muta che non richiede di essere spiegata, interpretata, ma solo misticamente vissuta.

Riccardo De Marchi, born in 1964, lives and works between his ateliers in Flaibano, close to Udine in the northeast of Italy. He studied at the Academy of Fine Arts in Venice Italy till the mid 80s.

His art was soon noticed by critics and the international public of contemporary art. Already in 1993 he was invited to participate at the XLV International Biennale of Venice. Many important exhibitions followed in Italy and all over the world: Scultura/Architettura/Citta, IX International Biennale of Sculpture in Carrara in 1998, solo exhibition at the Kunstlerhaus Palais Thurnund Taxis in Bregenz, Austria in 1998, the acquisition of a big sculpture by the Japanese city of Fukuroi Shizuoka on the occasion of the world Cup 2002, the invitation to participate at the exhibition Arte Contemporanea Italiana of the Unicredit Art Collection at one of the most important museums for contemporary art in Italy, the Mart in Rovereto, in 2005. The Peggy Gugenheim Collection in Venice invited him to exhibitions in 2009 and 2011 with the title Themes & Variations. He further exhibited in famous Italian museums like the Fortuny Museum in Venice in 2009 and 2011, or The MACRO Museum of Contemporary Art in Rome in 2011. De Marchi also participated in exhibitions in galleries and art shows in Italy, Germany, France, Hungary, USA, Canada, Uruguay and many other places all over the world.

Prestigious art critics have been writing about Riccardo De Marchi’s work as well as philosophers like Maurizio Ferraris, who met Riccardo in New York City in 2006. Ferraris writes about his first meeting with Riccardo De Marchi: “It would be rather lengthy to recount all the impressions which he made upon me. But the main one was that of an obstinate dedication to the impression. I do not wish to suggest that De Marchi is an impressionist, the exact opposite; he does not paint the impressions that the world leaves on his own soul, he doesn’t paint what he feels, but, precisely the opposite, he traces some impressions (which are no more his than they are mine or yours, they are universal) on supports, whether metal, stone or plastic, with ever more refined research.”

De Marchi creates holes representing presence-absence which penetrate the material to enquire its meaning, traces left by the action of the artist where individual signs become letters of a universal language or alphabet. The surfaces of his “art works” for Riccardo De Marchi represent a kind of white page to be written on by penetrating the chosen materials like aluminium, stainless steel or plexiglas, creating a new universe of interrogation and dialogue. De Marchi’s art doesn’t want to establish final concepts, but generate a dialectic, which involves the spectator as well as the environment where his art is located. A significant example of this dialectic is the creation of a stainless steel floor, traced by De Marchi’s hole writing, in the music room of 16th-century Palladio’s Villa Pisani. The floor mirrors all the frescos on the walls and ceiling as well as the people walking around the room.

Mostre recenti / Recent Shows

20/11/2018

Una dialettica, entro al perimetro della pittura, tra il lavoro più progettato di Tirelli e De Marchi, e quello più emotivo di Gastini e Guerzoni / A group show featuring the work of four Italian artists: Tirelli, De Marchi, Gastini, Franco Guerzoni

 

Milano, Corso Venezia 29

until 15/01/2020

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